Chi sono
Tv, radio, carta stampata e libri... Non mi faccio mancare nulla

Ho cominciato a scrivere a 23 anni e così ho scelto il lavoro che più si avvicinava a quello dello scrittore, ovvero il giornalista. Poi mi sono ritrovato (scherzi del destino) a fare il telecronista sportivo. Attualmente, infatti, lavoro per Sportube.tv e mi occupo in particolare di calcio. Ho curato le telecronache dei turni preliminari di Champions League ed Europa League ed ora commento le partite del campionato di Lega Pro, senza disdegnare incursioni in quello di Superlega di volley. Ho commentato anche i mondiali 2010, sempre di volley, ed i mondiali 2011 di beach volley. Durante la manifestazione ho anche condotto una trasmissione d’approfondimento dedicata alla rassegna iridata.

Da due anni poi sono la voce ufficiale di “Supercar” manifestazione che si tiene i primi di ottobre alla Fiera di Roma dedicata al mondo dei motori, in particolare alle auto di lusso.

In passato ho collaborato con Il Messaggero, occupandomi di cronaca di Roma e di calcio regionale, con radio Centro Suono Sport, dove ho conduco la trasmissione Un mondo di volley e con il mensile Volleymania.

Nonostante la mia quotidianità riguardi molto più tv e radio che non la carta stampata, la passione per la scrittura però non si è esaurita e continua tutt’ora. Ho iniziato a scrivere romanzi quando avevo ventitré anni e, nonostante ricevessi soltanto richieste onerose per la pubblicazione da più editori  (gli apprezzamenti venivano da amici e parenti, ma si sa, loro sono di parte) non mi sono arreso.

Il primo romanzo non è stato granché, trama accettabile ma stile talmente acerbo che oggi negherei di fronte a qualsiasi macchina della verità di averlo scritto io. Il secondo è cresciuto di livello ed il terzo è stato quasi di transizione. Il quarto (Le sette sfere) invece una scommessa, con una storia forse più grande di me, ricca di riferimenti storici e con mesi e mesi di studio e approfondimenti alle spalle. A sorpresa è arrivata la vittoria di un premio letterario (Il giallo di Roma e del Lazio) e la relativa pubblicazione (a spese dell’editore) con una piccola casa editrice. Le vendite non sono state brillanti (anzi l’hanno letto praticamente solo amici e conoscenti) ma la soddisfazione rimane ed il sogno si rafforza.

Ah, quasi dimenticavo di scriverlo, come avrete capito, il mio sogno nel cassetto è diventare scrittore, ma non uno scrittore qualsiasi, uno del calibro di Dan Brown, Michael Connelly o Ken Follett (in fondo se devo sognare meglio sparare altissimo). Per il momento sono ancora molto lontano dall’obiettivo ma nel mio piccolo mi sono tolto già qualche soddisfazione e ogni giorno mi sento pervaso di entusiasmo e determinazione (va beh, a volte anche di sconforto, purtroppo non sono né Superman né Batman).

Ne volete sapere di più? Navigate nel sito ed avrete tutte le risposte. Anche perché adesso non è più tempo di vaneggiamenti. Volevo scrivere una presentazione e mi è uscito quasi un messale. Sarà la deformazione professionale, come se stessi scrivendo un flusso di coscienza di un mio personaggio (in realtà scrivere di un personaggio è molto più semplice che descrivere se stessi).