Omicidi nell’urbe

61 A.C.

Una serie di morti illustri terrorizza Roma.

Tanti i possibili colpevoli: tra di loro Marco Tullio Cicerone. 

Per trovare la verità è necessario spingersi nei luoghi più oscuri dell’urbe. 

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Descrizione

61 a.C., ROMA CONSOLATO DI PISONE E CORVINO. Una serie di efferati delitti sconvolge la quotidianità romana, già turbata da conflitti politici sempre più accesi. Gaio Rabirio e Marco Cornelio Crisogono, cittadini in vista accomunati da un passato di violenze e perdizione, vengono ritrovati morti. Entrambi sono stati prima mutilati e poi giustiziati con un colpo al cuore. Sui corpi l’assassino si è accanito con brutalità, ma ha voluto rispettare le regole di sepoltura ponendo un aspergillumper purificarli e inserendo nelle loro bocche una moneta per pagare il viaggio a Caronte. Un modus operandi che ricorda quello dei sacrifici umani officiati dai sacerdoti della dea Ma. E infatti il popolo, impaurito e inferocito, è proprio contro i sacerdoti che si scaglia.

Il princeps senatus Lutazio Catulo, approfittando della lontananza di Pompeo, affida l’indagine al questore Flavio Callido, chiamato a districarsi in una vicenda scabrosa in cui nessuno risulta al di sopra di ogni sospetto, nemmeno l’ex console Cicerone. Un compito delicatissimo che potrebbe compromettere sia la sua carriera politica sia la scalata al potere di Pompeo. La scia di brutali delitti, infatti, è solo all’inizio e ne faranno le spese altri personaggi illustri. A Callido, coadiuvato da una squadra sui generis che comprende Lutazia, giovane figlia di Catulo, Achillea, impavida gladiatrice eroina delle folle, e Cefea, ermafrodita figlia del gran sacerdote della dea Ma, il compito di far luce su un caso in grado di far vacillare Roma dalle fondamenta.

Informazioni aggiuntive

Editore

Piemme

Serie

Romanzi storici

Pagine

360

Pubblicato

Giugno 2018

ISBN

978-88-566-6425-6

Recensioni

  1. Antonello

    Qualcuno pensa che la storia di Roma sia già stata scritta. Che le strade già percorse ed i tanti misteri risolti. Poi ti addentri nelle pagine di Walter Astori e l’Urbe assume nuovi colori. E tu, se pensi di saper scrivere… inizia a impallidire

  2. Massimiliano

    Il primo romanzo di Walter Astori con protagonista il questore Flavio Callido, dall’impeccabile struttura narrativa, dà vita ad un giallo mozzafiato.

  3. Pasquale

    Un romanzo appassionante che si presta facilmente alla lettura. Io l’ho terminato in due giorni, da appassionato di storia romana quale sono. Una trama ricca di colpi di scena, con un finale inimmaginabile. Bravissimo l’autore a non dare nulla per scontato ed ancora più bravo a far immedesimare il lettore nella parte, raccontando con dovizia di particolari la Roma repubblicana dell’età post bella civilia.
    Un romanzo ben strutturato, dallo stile semplice e lineare, che consiglio vivamente di leggere

  4. Spark

    Scorrevolissimo e ben scritto: ci si immedesima nel protagonista rivivendo i tempi dell’antica Roma. Non lo molli finché non lo hai finito.Consigliato.

  5. Dolores

    Un tuffo nell’antica Roma. Romanzo appassionante e coinvolgente dall’inizio alla fine con un ritmo serrato e un epilogo a sorpresa. Aspetto con impazienza la prossima avventura del questore Callido.

  6. Vito C.

    Per gli amanti del genere è assolutamente da consigliare. Una trama ben strutturata e un ottimo ritmo di narrazione incollano l’attenzione del lettore che è indotto a non perdersi neanche una virgola della storia. La vicenda narrata coinvolge chi legge e lo porta a impersonificarsi con il protagonista dell’indagine, visto anche che è lui stesso a essere il narrante di ciò che accade, in prima persona. I miei dubbi, prima di leggerlo, riguardavano l’ambientazione nell’antica Roma. Ma ho dovuto ricredermi: la cura dei particolari e le descrizioni di personaggi, luoghi, culti, vicende storiche realmente accadute e usanze del tempo fanno da cornice perfetta al tutto. Anche perché si ha la sensazione che nulla sia lasciato al caso, ogni particolare è descritto in modo specifico. In questi casi, di solito, questo prende spazio al ritmo di narrazione. Invece, nonostante la dovizia delle descrizioni, il racconto è fluido e tende a far accrescere la voglia di conoscere i dettagli del capitolo successivo. Infine un classico: se un libro è ben fatto, ti rimane sempre quella sensazione di delusione, quando finisce. Non che il finale deluda, anzi. Ma ti resta l’amarezza di aver lasciato quel mondo, in cui ti eri immerso durante la sua lettura. Bello e interessante anche il glossario, facile accedervi alla fine del libro.

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